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Gestire un progetto europeo : Chi e cosa fa il Project Manager Eu

[vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][dfd_heading enable_delimiter=”” style=”style_01″ title_font_options=”tag:h5″ subtitle_font_options=”tag:h3″]

Spesso L’impegno Del Progettista Europeo Non Si Esaurisce Nell’ideazione, Preparazione E Presentazione Del Progetto In Risposta Ad Un Bando Pubblico.

[/dfd_heading][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_column_text]Infatti, il rapporto professionale che lega il progettista con l’ente che ha presentato il bando (associazione, ente pubblico o azienda privata) può prevedere anche il coordinamento e la gestione della fase di implementazione e realizzazione del progetto stesso successivamente alla sua approvazione.

In questa ipotesi il professionista diventa Project Manager Coordinator.

Quando un progetto viene aggiudicato, l’Ente finanziatore (un’autorità nazionale o la Commissione europea) stila un contratto che viene normalmente firmato dal Capofila in rappresentanza dei membri del partenariato. La firma del contratto con la Commissione europea può essere preceduta da integrazioni e revisioni: è questa la fase in cui i contraenti si accordano su dettagli tecnici ed economici alla base della realizzazione del progetto.

Il contratto stabilisce l’inizio e la durata delle attività, nonché le disposizioni di natura legale e finanziaria (prefinanziamento, distribuzione del budget fra i partner, rendicontazione finale), procedurale (monitoraggio delle attività) e di comunicazione/disseminazione dei risultati.

Il progetto inizia solitamente con un evento di lancio (kick-off meeting) che prevede la partecipazione di tutti i partner.

Con l’avvio del progetto il Capofila assume le sue responsabilità di comunicazione nei confronti della Commissione europea, di coordinamento dei partner, di controllo del budget e di realizzazione delle attività nei modi e tempi previsti.

Durante il periodo di esecuzione del progetto il Capofila riceve le quote di cofinanziamento e versa agli altri partner le parti di loro di competenza, a fronte di una loro rendicontazione delle spese e dell’avanzamento delle relative attività.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_column_text css_animation=”fadeInLeftBig”]Il Project Coordinator si occupa anche della fase di monitoraggio. Si tratta di un processo continuo, che si estende dall’inizio alla fine del progetto e che ha come scopo:

  • la verifica dell’avanzamento delle attività e del raggiungimento dei risultati previsti;
  • l’attuazione delle azioni necessarie a fronte ad eventuali difficoltà o ritardi e l’aggiornamento in itinere di programmi e tempistiche di lavoro.

Il Capofila o l’ente finanziatore possono inoltre richiedere la redazione di rapporti di avanzamento (progress report) che ne illustrino la progressiva realizzazione.

Prima della chiusura ufficiale del progetto ( e della stesura del report finale) occorre affrontare l’ultima principale fase del ciclo del progetto : La valutazione.

E’ un processo che ha un valore più strategico e che si propone di valutare, a tappe prefissate, gli obiettivi, l’impatto e il valore aggiunto conseguiti dal progetto. Per questo motivo la valutazione:

  • coinvolge non solo chi gestisce il progetto, ma anche valutatori esterni e l’ente finanziatore,
  • acquisisce importanza man mano che il progetto di avvicina e supera il suo termine temporale,
  • fornisce una base preziosa per partner, beneficiari ed ente finanziatore per promuovere i successi e gli insegnamenti appresi.

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][dfd_heading style=”style_01″ title_font_options=”tag:h5″ subtitle_font_options=”tag:h3″]

 La chiusura di un progetto europeo

[/dfd_heading][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/6″][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_column_text css_animation=”fadeInLeftBig”]I finanziamenti europei derivano da fondi pubblici: ogni progetto che riceva un contributo comunitario è pertanto chiamato a generare un impatto positivo sulla società. Per rendere noti i risultati di un progetto e per far sì che vengano raggiunti quanti più beneficiari possibili, la fase della disseminazione è fondamentale. Essa consiste nel promuovere i risultati progettuali e generare un positivo “effetto moltiplicatore”, affinché quanto realizzato sia utile e di ispirazione per altri interventi.

La disseminazione dei risultati può comprendere l’utilizzazione di uno specifico sito internet costruito nell’ambito del progetto stesso, l’organizzazione di eventi e la diffusione di pubblicazioni. Tutti i partner e gli stakeholders sono invitati a prendere parte attiva a questa fase.

Al termine di un progetto vengono solitamente richiesti dall’ente finanziatore un rapporto finale (che ne riassuma le fasi e i risultati raggiunti) e un documento di natura finanziaria.

Il documento di rendicontazione finanziaria riporta il dettaglio e la giustificazione delle spese ammissibili sostenute e dei cofinanziamenti conferiti da altre fonti. Le regole definite a bando chiariscono le modalità di gestione del budget di progetto, il grado di flessibilità consentito e il livello di dettaglio richiesto nella rendicontazione finale. Talvolta la Commissione europea mette a disposizione specifici formulari in grado di facilitare la fase di rendicontazione strutturando un ordine per l’elenco delle spese.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row]