Avviso pubblico EduCare

[vc_row][vc_column][vc_column_text]ENTE EROGATORE

Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri

SCADENZA

31 dicembre 2020 (essendo la procedura a sportello, essa potrà essere chiusa prima del termine in caso di esaurimento dei fondi).

FINALITÀ DELL’AVVISO

Il Dipartimento ha pubblicato l’avviso pubblico “EduCare” al fine di incentivare la ripresa delle attività educative, ludiche e ricreative dei bambini e dei ragazzi, fortemente penalizzate dall’emergenza sanitaria da COVID-19 durante le prime fasi.

AMBITI D’INTERVENTO

Interventi, anche sperimentali e innovativi, di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza, che privilegino attività, anche all’aperto e, nell’ambito di centri e campi estivi a favore dei bambini e dei ragazzi nei seguenti ambiti tematici:

  • promozione della cittadinanza attiva, del coinvolgimento nella comunità, e della valorizzazione del patrimonio culturale locale;
  • promozione della non-discriminazione, dell’equità e dell’inclusione sociale e lotta alla povertà educativa;
  • promozione della piena partecipazione e del protagonismo dei bambini e dei ragazzi attraverso l’educazione tra pari (peer education) e il sostegno del dialogo intergenerazionale tra bambini, ragazzi, adulti e anziani e le loro famiglie;
  • tutela dell’ambiente e della natura e promozione di stili di vita sani.

Le iniziative dovranno rispettare le indicazioni sulla riapertura in sicurezza delle attività ludiche e ricreative fornite dalle linee guida elaborate ai vari livelli di Governo.

SOGGETTI AMMISSIBILI

Possono partecipare in qualità di soggetto proponente:

  • enti locali, in forma singola o associata;
  • scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado;
  • servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia statali e paritarie;
  • organizzazioni senza scopo di lucro nella forma di Enti del terzo settore ed enti ecclesiastici e religiosi, che siano costituiti da almeno 2 anni, abbiano nel proprio Statuto i temi oggetto dell’Avviso e la sede legale e/o operativa nella Regione in cui è localizzato l’intervento.

Al fine di favorire la creazione di reti tra tutti i potenziali beneficiari a livello territoriale, le proposte progettuali potranno essere presentate da un partenariato. A tal fine, i progetti potranno essere presentati da una associazione temporanea di imprese o di scopo (ATI/ATS), costituita o da costituire a finanziamento approvato.

RISORSE DISPONIBILI 

Le risorse finanziarie complessivamente disponibili ammontano ad € 35.000.000.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale, della durata di 6 mesi, deve essere compresa entro il limite massimo di € 150.000 e minimo di € 35.000 a copertura dell’intero costo della proposta.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Per accedere al finanziamento occorre presentare la domanda via PEC all’indirizzo ufficio.politichefamiglia@pec.governo.it, unitamente alla documentazione prevista in formato PDF e firmata digitalmente. Nell’oggetto della PEC deve essere indicato il codice “EDUCARE2020” e la denominazione del soggetto proponente/capofila.

Le proposte potranno essere presentate a decorrere dalla data di pubblicazione dell’Avviso sul sito istituzionale del Dipartimento (10 giugno 2020) e fino al 31 dicembre 2020. Sarà cura del Dipartimento comunicare la chiusura della procedura prima del termine di scadenza, in caso di esaurimento dei fondi (o l’eventuale proroga in relazione all’eventuale disponibilità delle risorse).

I progetti sono valutati, ed eventualmente ammessi al finanziamento in base al punteggio ottenuto, in base all’ordine cronologico di presentazione secondo la procedura a sportello.

INFORMAZIONI

I soggetti interessati, fino al 30 novembre 2020, potranno formulare quesiti esclusivamente tramite PEC all’indirizzo ufficio.politichefamiglia@pec.governo.it indicando nella voce “oggetto” l’articolo o gli articoli dell’Avviso sul quale si intende avere informazioni.

Vai alla pagina ufficiale dell’Avviso, da cui è possibile scaricare il testo integrale e gli allegati.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

La Commissione pubblica il rapporto annuale 2019 su Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà

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La relazione annuale 2019 sulle attività Erasmus +, nonché la prima relazione in assoluto sul Corpo europeo di solidarietà, sono ora disponibili. Da quest’anno la Commissione europea mette a disposizione anche le statistiche e le schede nazionali in un formato agile e disponibile anche sui dispositivi mobili.

La Commissaria europea all’Innovazione, Ricerca, Cultura, Istruzione e Gioventù, Mariya Gabriel, ha dichiarato:

Erasmus è una storia di successo europea e da oltre tre decenni dimostra il suo valore aggiunto. Il Programma è un modo efficace per affrontare le molte sfide sociali che l’Europa deve affrontare. Nel prossimo futuro avremo un Programma Erasmus+ più ampio, migliore e più forte, che sosterrà gli sforzi della Commissione per rendere lo Spazio europeo dell’istruzione una realtà entro il 2025.

Erasmus+ nel 2019

Il budget totale per il programma Erasmus + aumenta di anno in anno. Nel 2019 ammontava a 3,37 miliardi di euro, 547 milioni di euro in più rispetto al 2018, con un aumento del 20%. Con questo budget, Erasmus + ha sostenuto

    • circa 940.000 esperienze di apprendimento all’estero
    • ha fornito finanziamenti a circa 25.000 progetti e 111.000 organizzazioni

Corpo europeo di solidarietà 2018-2019

La prima relazione del Corpo europeo di solidarietà copre i primi 15 mesi di attuazione del nuovo programma dell’Unione europea dedicato a sostenere l’impegno dei giovani nelle attività di solidarietà. Tra ottobre 2018 e dicembre 2019, 2.300 organizzazioni hanno chiesto sostegno per i loro progetti nel campo della solidarietà e 3.750 di questi progetti hanno ricevuto finanziamenti per un totale di 113,4 milioni di euro.

Entro la fine del 2019, le sovvenzioni concesse nell’ambito del Corpo europeo di solidarietà hanno generato opportunità di solidarietà per 27.000 giovani.

Ambito Scuola

Oltre 24mila scuole sono state finanziate nel 2019, questo numero ha portato alla mobilità di oltre 161,500 alunni europei coinvolti in scambi di classe, quasi 92mila insegnanti e personale della scuola in attività di formazione in Euorpa e oltre 37mila coinvolti in progetti di cooperazione.

Formazione Professionale

Nel 2019 grazie a Erasmus+ oltre 192mila discenti e staff hanno svolto mobilità in Europa nell’ambito della formazione professionale.

La dimensione internazionale del Programma Erasmus è ulteriormente cresciuta con ben 137 paesi partner in tutto il mondo coinvolti in progetti di mobilità e cooperazione.

Ambito universitario

Nel 2019, il programma ha finanziato la mobilità di quasi 505.000 studenti e personale dell’istruzione superiore. Le prime 17 Alleanze universitarie europee sono iniziate a giugno 2019 con un budget di quasi 85 milioni di euro.

Fra i risultati principali si rileva anche che nel 61% dei casi sono le donne a svolgere mobilità Erasmus per studio e la Spagna si conferma la destinazione più scelta nell’anno 2018/2019. L’Italia rientra comunque nella top 5 delle mete preferite dagli studenti, insieme a Germania, Francia e Regno Unito.

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Fondo Asilo, migrazione e integrazione: Bando AMIF-2020-AG per progetti transnazionali

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Titolo

Asylum, Migration and Integration Fund – Call for proposals Transnational actions on asylum, migration and integration – AMIF-2020-AG-CALL

Fonte

Commissione europea – Funding & Tender Portal del 15/10/2020

Note

Nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) è stato pubblicato il bando 2020 per Azioni transnazionali. Con una dotazione complessiva di 32,7 milioni di euro, la nuova call intende sostenere progetti focalizzati su 6 tematiche. Ciascun progetto proposto può riguardare una sola delle tematiche individuate:

1. Sviluppo e attuazione di strategie di integrazione locale attraverso partnership multistakeholder (risorse disponibili: € 7.500.000)
2. Ridurre gli ostacoli e promuovere l’accesso ai servizi di base per i migranti (risorse disponibili: € 6.000.000)
3. Promuovere la partecipazione dei migranti nella definizione e attuazione delle politiche di integrazione (risorse disponibili: € 6.000.000)
4. Promuovere percorsi complementari per le persone bisognose di protezione e la loro ulteriore integrazione (risorse disponibili: € 10.000.000)
5. Assistenza, sostegno e integrazione dei cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani (risorse disponibili: € 2.000.000)
6. Transizione dei minori all’età adulta (risorse disponibili: € 1.200.000)

Il bando è aperto a persone giuridiche stabilite negli Stati UE (escluso Danimarca in quanto unico Paese UE che non partecipa al Fondo). Se trattasi di organizzazioni internazionali possono avere sede anche al di fuori dei Paesi UE ammissibili.
Più in dettaglio, possono essere lead-applicant di progetto:
– Enti pubblici (per progetti riguardanti tutti i temi)
– Enti privati non-profit (per progetti riguardanti tutti i temi)
– Enti a scopo di lucro (solo per progetti riguardanti i temi 4 e 6)
– Organizzazioni internazionali ((solo per progetti riguardanti i temi 4 e 6)
Possono essere co-applicant di progetto:
– Enti pubblici (per progetti riguardanti tutti i temi)
– Enti privati non-profit (per progetti riguardanti tutti i temi)
– Enti a scopo di lucro (escluso progetti riguardanti i temi 3 e 5)
– Organizzazioni internazionali (solo per progetti riguardanti i temi 4 e 6)

I progetti da candidare devono essere transnazionali, ovvero i progetti riguardanti i temi 1 e 2 devono coinvolgere almeno 5 partner stabiliti in 5 diversi Stati UE, i progetti relativi ai temi 3, 4 e 6 devono essere realizzati da una partnership costituita da almeno 3 partner di 3 diversi Stati UE, mentre quelli focalizzati sul tema 5 devono coinvolgere almeno 2 partner stabiliti in 2 diversi Stati UE

Il cofinanziamento UE potrà coprire fino al 90% dei costi totali ammissibili del progetto proposto, ma la sovvenzione richiesta deve essere compresa tra:
– € 750.000 e € 1.500.000 per i progetti relativi ai temi 1 e 2
– € 400.000 e € 750.000 per i progetti relativi al tema 3
– € 700.000 e € 2.000.000 per i progetti relativi al tema 4
– € 300.000 e € 600.000 per i progetti relativi ai temi 5 e 6

La durata massima dei progetti deve essere di 36 mesi, se progetti inerenti i temi 1, 2, 4, o di 24 mesi, se progetti sui temi 3, 5, 6, con inizio indicativamente tra dicembre 2021/gennaio 2022.

La scadenza per la presentazione delle candidature è il 16 febbraio 2021ore 17.00 (ora di Bruxelles).
In allegato il testo del bando. Per ulteriore documentazione e per la presentazione delle proposte si rimanda alla pagina web di ogni singolo tema del bando presente sul Funding and Tenders Portal:

1. Sviluppo e attuazione di strategie di integrazione locale attraverso partnership multistakeholder
2. Ridurre gli ostacoli e promuovere l’accesso ai servizi di base per i migranti
3. Promuovere la partecipazione dei migranti nella definizione e attuazione delle politiche di integrazione
4. Promuovere percorsi complementari per le persone bisognose di protezione e la loro ulteriore integrazione
5. Assistenza, sostegno e integrazione dei cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani
6. Transizione dei minori all’età adulta

Aree Geografiche

UE 28 – Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Formulari e Documenti

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Accordo raggiunto sul Bilancio UE e sul futuro di Erasmus

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Il Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles, i 27 capi di stato e di governo dell’Unione hanno trovato un accordo sull’approvazione del bilancio pluriennale per il 2021-2027 e del Recovery Fund! L’intesa è arrivata durante il Vertice Ue che vede di turno la presidenza tedesca ed è il risultato i un compromesso che è riuscito, grazie alla mediazione della Germania, a far superare i veti posti in precedenza da Ungheria e Polonia.

L’Europa va avanti!

così Ursula Von der Leyen ha accolto questo importante e delicato momento storico.

L’accordo è un segnale positivo per l’avvio dei progetti di ricostruzione delle economie colpite dalla Pandemia. Allo stesso tempo l’accordo riguarda da vicino anche il futuro del Programma Erasmus per i prossimi 7 anni.

Il bilancio UE infatti prevede per Erasmus un incremento di budget rispetto a quanto deciso lo scorso luglio. L’incremento per il Programma Erasmus è pari a 2,2 miliardi e porterà i fondi a 23,4 miliardi di euro per il periodo 2021/2027.

Il testo del bilancio dovrebbe essere votato dal Parlamento europeo nella sessione plenaria del 14/18 dicembre.

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Analisi dei problemi di un progetto europeo.

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Il percorso di progettazione deve partire da una precisa identificazione del problema principale che il progetto intende risolvere o affrontare, in coerenza con il programma e, a seguire, il bando a cui si intende partecipare. Un problema deve esprimere un disagio, una sofferenza o una situazione negativa di uno specifico gruppo di beneficiari.
L’analisi dei problemi deve essere svolta in maniera attenta per comprendere appieno la situazione che esiste sul territorio in cui si intende intervenire, consultando stakeholders e, quando possibile, i beneficiari del progetto. Spesso infatti i progetti nascono con grandi intenzioni umane, ma devono come prima cosa rispondere a un bisogno reale di una fetta, anche piccola, di popolazione. Occorre quindi, innanzitutto, chiarire qual è lo scenario, le esigenze oi problemi a cui vogliamo rispondere con il nostro progetto.

Una metodologia molto diffusa ed efficace nella progettazione europea è l’albero dei problemi, che consiste nella costruzione di un diagramma in cui tutti i problemi individuati sono relazionati secondo legami di causa-effetto. L’albero organizza i problemi emersi in una gerarchia ben definita: i problemi che hanno tra loro una relazione di causa-effetto sono disposti tra loro in verticale e sono collegati da una freccia. Altri problemi – disposti tra loro in orizzontale e ad una stessa altezza – contribuiscono in modo indipendente e parallelo ad un problema di portata più generale (posizionato più in alto).
È di fondamentale importanza evitare che i problemi siano espressi in forma generica o astratta, in termini di “mancanza” di una certa soluzione o sotto forma di giudizi soggettivi e di opinioni. Occorre poi trasformare tutti i problemi in possibili obiettivi da raggiungere, riformulando in positivo la situazione negativa precedentemente individuata. L’obiettivo, così inteso, rappresenta una condizione positiva da raggiungere. L’albero dei problemi diventa così un albero degli obiettivi.
Gli obiettivi che nell’albero sono legati tra loro possono essere raggruppati in aree o ambiti omogenei (cluster). Gli ambiti sono definiti sulla base delle competenze tecnico-professionali e/o istituzionali necessarie per raggiungere gli obiettivi associati in ciascun ambito.
L’individuazione dei possibili ambiti di intervento del progetto, che rappresenta il momento conclusivo della fase di analisi, viene realizzata per agevolare la scelta di una strategia di  intervento che costituisce, molto semplicemente, la “focalizzazione” del progetto su una delle aree dell’albero dei problemi/obiettivi così identificato.

Tale scelta (piuttosto che l’integrazione di tutti gli elementi dell’albero dei problemi all’interno del progetto) è normalmente necessaria per questioni di:
– fattibilità (è impossibile concentrarsi su tutto),
– rilevanza (è opportuno focalizzarsi sugli elementi più in linea con il programma o bando di riferimento),
– impatto (è opportuno focalizzarsi sulle questioni prioritarie per il proprio gruppo di beneficiari),
– efficienza (è opportuno valutare la strada che permette l’uso più efficiente delle risorse disponibili).

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Perché frequentare un corso sui fondi Europei? La testimonianza di un nostro studente

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L’analisi dei rischi di un progetto europeo

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L’analisi dei rischi di progetto, o risk management, è il processo di identificazione, analisi e risposta a qualsiasi rischio che si presenti durante il ciclo di vita di un progetto che nel nostro caso è europeo. Questo è particolarmente importante per fare in modo che possano essere previste tutte quelle problematiche che possano mettere in discussione la realizzazione del progetto stesso ed il raggiungimento dei suoi obiettivi.

Un rischio è un evento che può mettere in discussione la realizzazione del progetto ed il raggiungimento degli obiettivi progettuali e può verificarsi in qualsiasi fase del ciclo di un progetto. Con questo si intende che un rischio potrebbe verificarsi e pertanto diventare un problema che deve essere affrontato e risolto dal momento della nascita dell’idea progettuale, passando per la scrittura e l’implementazione fino al follow up. Pertanto, possiamo dire che esistono diversi tipi di rischi ed alcuni di essi hanno una maggiore probabilità di accadere rispetto ad altri ed anche il costo dell’eventuale rischio varia a seconda della gravità dello stesso. È di vitale importanza prevederli così da poterli mitigare per tempo se dovessero verificarsi. A tal proposito ci sono vari strumenti che i progettisti utilizzano ed uno particolarmente importante è quello della Swot Analysis.

L’analisi (S)trengths, (W)eaknesses, (O)pportunities, (T)hreats ha appunto come obiettivo quello di analizzare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di una proposta progettuale. Essa è la più semplice da utilizzare e risulta essere anche una delle più efficaci considerando che tiene conto di eventuali rischi sia interni che esterni al progetto. Infatti, all’interno dell’analisi Swot, le debolezze rappresentano eventuali rischi interni al progetto, ossia rischi derivanti dal partenariato e dalla sua composizione o dalla relazione tra mission dell’associazione e obiettivo progettuale, rischi legati al budget del progetto o al costo delle materie ed attrezzature per la realizzazione delle attività progettuali o altre variabili interne al  progetto che il progettista potrebbe prevedere anche autonomamente; diverso invece è il discorso delle minacce, le quali rappresentano dei rischi che potrebbero accadere ma che non sono sotto il controllo del project manager e che non sono direttamente legati al progetto.

Parliamo infatti di rischi esterni come è stato ad esempio il Covid-19 in questo anno per tutti i progetti europei, ossia un evento al di fuori del controllo dei responsabili del progetto e del tutto svincolato dagli obiettivi progettuali e difficilmente prevedibile.
Inoltre, la realizzazione di un progetto è data anche da una corretta pianificazione dei rischi interni, ossia tra i partner stessi, motivo per il quale occorre anche adottare degli strumenti capaci di saper mitigare eventuali rischi interni al partenariato. Parliamo nello specifico di un Agreement stipulato dall’ente applicante che tutte le associazioni coinvolte nel consorzio dovranno firmare e nel quale sono riportate regole comportamentali e scadenze da rispettare.

Questo strumento ha come obiettivo quello di evitare eventuali controversie e di mitigare eventuali rischi che possono pregiudicare sia la realizzazione del progetto sia l’armonia nel consorzio. In questo agreement vengono riportate tutte le condizioni che le associazioni, una
volta firmato, accetteranno, come ad esempio la ripartizione del budget o delle dead-line da rispettare.

 

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Programma Mastermind Europrogettazione

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Manca poco.

Il 1 dicembre la nostra Mastermind aprirà le porte.

E sarà gratuita.

Abbiamo costruito un calendario ricco di valore che ci accompagnerà fino al 10 dicembre.

Proprio il 10 dicembre alle ore 19.00 si apriranno le tanto attese iscrizioni alla Masterclass 2021/2027

Insieme a me ci saranno molti dei miei collaboratori, clienti, associazioni con cui abbiamo collaborato.

Proveremo a raccontarvi cosa significa scrivere e vincere un progetto europeo.

Cosa c’è dietro, cosa c’è di lato ma soprattutto cosa c’è davanti ad ognuno di noi.

L’evento è adatto a tutti.

A chi vuole capire e conoscere e a chi vuole intraprendere un percorso professionale nel settore dei finanziamenti europei.

Il nostro motto è : Insegniamo quello che facciamo. E lo dimostreremo!

Qui sotto puoi scaricare il programma completo.

Ci vediamo dentro,

Mattia[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”4540″ img_size=”large” alignment=”center” onclick=”custom_link” link=”http://www.mattiaditommaso.it/wp-content/uploads/2020/12/mastermind-programma-1.pdf”][/vc_column][/vc_row]

Perché frequentare un corso sui fondi europei? La testimonianza di Luigi

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