Mi chiamo Mattia Di Tommaso, sono nato a Roma 34 anni fa. Tutt’oggi vivo in questa città che da sempre amo e che mi ha visto partire e tornare, con il trolley in una mano, e nell’altra tanta voglia di fare e di crescere, centinaia di volte. Mi sono laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e successivamente ho conseguito il Master di II livello in “Tutela internazionale dei diritti umani” presso La Sapienza di Roma.

All’età di 23 anni, mi sono traferito a Bruxelles per svolgere uno stage al parlamento Europeo, dove sono stato inserito nell’ufficio dedicato ai progetti europei. Così, ho iniziato a vedere da vicino il funzionamento dei finanziamenti europei, cominciando a maturare l’idea di poter applicare i miei studi a questo settore. Se dovessi indicare il primo vero punto di svolta nella mia vita professionale, lo segnerei qui.

Dopo un anno ho fatto ritorno a Roma, con un bagaglio di conoscenze con non mi aspettavo sarebbe stato così ricco. Successivamente, ho svolto uno stage presso l’Ufficio Italiano delle Nazioni Unite, ed ho iniziato sempre più a comprendere il funzionamento degli organismi internazionali. Ho partecipato a numerose missioni umanitarie e diplomatiche organizzate dall’Unicef e dal Ministero degli Esteri. Sono stato in Kosovo, Macedonia, Moldavia e Tunisia.

Tutto quello che ho visto in questi luoghi, è stato di forte ispirazione per la scrittura del mio primo libro “Italiani di razza umana. Un viaggio nell’Italia che cambia”, pubblicato nel 2014.

Da sempre attivo nel settore dei diritti umani, nel 2012, dopo aver conseguito la laurea, ho fondato insieme a dei miei colleghi di università, la mia prima associazione di volontariato “SOS Diritti e Legalità”. Per anni ci siamo occupati di promozione dei diritti umani e della legalità, e di offrire supporto legale ai meno abbienti.

Sin da subito, ho messo a disposizione della mia realtà associativa la pregressa esperienza sui fondi europei acquisita grazie al mio stage a Bruxelles. In poco tempo, infatti, ho iniziato a scrivere, presentare, vincere e gestire numerosi progetti finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus plus, al fine di realizzare numerose attività associative.

Se dovessi indicare il secondo punto di svolta nella mia vita professionale, lo segnerei qui: quando ho capito che avrei potuto trasformare la mia passione in una professione. Senza esitazioni, ho abbandonato la carriera forense e ho iniziato a specializzarmi sempre di più nel campo dell’europrogettazione.

Nel 2016 ho fondato una nuova realtà associativa SOS Europa (www.soseuropa.it), che si occupa esclusivamente di progetti europei in favore di giovani e soggetti vulnerabili. Fin dalla costituzione ho assunto la carica di presidente, che ricopro tutt’ora. Oggi SOS Europa rappresenta un esempio virtuoso di gestione di fondi europei destinati alla formazione e al miglioramento delle competenze dei giovani.

Ho scritto, vinto e gestito molti progetti europei, fra cui Young Leaders (www.youngleaders.it), quello a cui sono più affezionato. Attraverso questo, ho realizzato uno dei miei più grandi sogni: permettere a 55 giovani provenienti da 11 paesi diversi, di confrontarsi al fine di offrire soluzioni alle principali problematiche avvertite dalle proprie generazioni, trasformandole in proposte di legge. Un progetto in cui si è respirato il vero significato di cittadinanza europea.

Nel 2018, ho deciso di svolgere attività di consulenza ed assistenza nel settore dei fondi europei, per associazioni no profit diverse dalla mia, con lo scopo di dare anche a loro l’opportunità di crescere, e di rendersi un po’ più europee . Da qui è nata l’idea di creare un consorzio per offrire supporto alle associazioni, avvicinandole alla possibilità di accedere ai fondi europei, per la realizzazione dei propri progetti. Ho fondato così IDEA EUROPA Aps (www.ideaeuropa.it).

Successivamente, con Idea Europa Aps decido di organizzare dei corsi di formazione dedicati alle tecniche di scrittura e presentazione dei progetti europei. Ho scoperto il fascino e l’utilità dell’insegnamento: si continua ad imparare.

In questi dieci anni ho scritto, gestito e rendicontato oltre 40 progetti finanziati dalla Commissione Europea. I miei temi preferiti continuano ad essere quelli rivolti alla promozione dei diritti umani, al contrasto alle discriminazioni, alla creazione di sistemi virtuosi di integrazione ed inclusione, alla protezione dei soggetti più vulnerabili.

Vorrei poter ricordare oggi – al compimento dei miei 34 anni – un altro importante punto di svolta per la mia vita professionale. È nato il me il desiderio di diffondere questa professione, di mettere a disposizione la mia competenza e la mia esperienza aiutando chi vuole intraprendere il mio stesso percorso, e supportando l’inizio di una carriera che mi auguro possa essere stimolante ed appassionante come lo è ogni giorno per me. È nata la scuola di Euro Progettazione.

A febbraio del 2019 sono tornato a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, per partecipare ad un evento durante il quale sono stato invitato a presentare un progetto da me ideato, presentato e vinto. Guardandomi alle spalle, vedo quel ragazzo ventitreenne, che ha messo piede per la prima volta in quello stesso edificio, spaesato e intimorito, ma entusiasta e con tanta voglia di fare, e mi rendo conto di tutto quello che ho realizzato in questi anni, di quanto la progettazione mi abbia formato ed arricchito prima di tutto come essere umano, e poi come professionista.

Mi rendo conto che grazie a questa professione, ho potuto conoscere storie, paesi, culture, persone talmente tanto diverse dalla mia, da comprendere che c’è sempre qualcosa da imparare, qualche posto da visitare, qualche persona da conoscere, e che l’Unione Europea non è un’entità astratta, ma siamo tutti noi, che crediamo nella condivisione, nella giustizia, nei diritti umani. È per questo che amo il mio lavoro.