Per costruire un buon partenariato la prima cosa che un europrogettista alle prime armi può fare – se non ha delle conoscenze all’estero e non può contare su una rete pregressa di collaborazioni personali con enti ed associazioni facenti parte di queste realtà – è quella di utilizzare la piattaforma apposita messa a disposizione direttamente dalla Commissione Europea: Salto. Salto è una piattaforma all’interno della quale ogni associazione o ente che desidera prendere parte ai progetti europei può registrarsi con tutte le sue credenziali.

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Ovviamente su Salto sono presenti migliaia di associazioni ed enti, come fare a scegliere quello giusto per noi?
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La soluzione si può trovare selezionando sulla barra di ricerca quelle che devono essere le caratteristiche principali di coloro che vorremmo fossero nostri partner.
Possiamo fare una ricerca fra le seguenti parole chiave, selezionandone anche più di una: animali, anti-discriminazione, arte, bambini, coach per iniziative giovanili, gestione del conflitto, danza, democrazia/cittadinanza attiva, disabilità, drammaturgia e teatro, imprenditoria, sviluppo, cittadinanza europea, volontariato EVS, uguaglianza di genere, salute, storia, diritti umani, innovazione, integrazione, dialogo interculturale, leadership, diritti LGBTQ, media e comunicazione, minoranze, musica, educazione non formale, pace e conflitti, elaborazione delle politiche, religioni e credenze, comunità Rom, social media, sport, sviluppo sostenibile, disoccupazione/occupabilità, sviluppo rurale e urbano, volontariato, politiche giovanili.
Un’altra cosa che può essere selezionata è il tipo di attività che queste associazioni svolgono rispetto al programma: scambi giovanili, attività di volontariato, training e networking, iniziative giovanili transnazionali, partnership strategiche, capacity building e incontri fra giovani e i decision-makers.
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Vi è inoltre la possibilità di selezionare i partner in base al paese in cui si trovano, nel caso in cui si avessero delle specifiche preferenze. Dunque sarà possibile cercare e trovare un vero e proprio partner ideale.
Dopo aver fatto ciò, apparirà sul vostro schermo una lista di associazioni o enti che rispecchiano il profilo e le preferenze indicate. Ognuna di esse avrà una pagina dedicata, all’interno della quale potrà lasciare la propria descrizione, raccontare la propria storia, i propri progetti e quant’altro. Le associazioni potranno inoltre inserire una richiesta di partenariato per dei progetti per i quali stanno lavorando. Sarà possibile trovare in questa pagina anche le informazioni di contatto, ed eventualmente il sito internet.
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Dopo aver guardato attentamente i dettagli di queste associazioni ed aver scelto quella che secondo voi si avvicina di più alle vostre esigenze ed è più affine al vostro modo di lavorare ed alla vostra comunità, potrete certamente contattarle.
Il momento in cui si contatta un partner – o colui che si desidera lo diventi – è un momento molto importante. Le relazioni internazionali possono essere molto delicate e bisogna saper mantenere il giusto equilibrio per avere una comunicazione che sia rispettosa ed ufficiale ma allo stesso tempo gioviale e che sottenda uno spirito di condivisione e piacere nello scambio, punto basilare che deve accompagnare sempre tutti i progetti europei.
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Nella prima mail sarà dunque importante presentarsi e presentare le propria associazione o il proprio ente. Parlare, a linee generali, del progetto, accennandone l’obiettivo generale, come si pensa di raggiungerlo e qualche altro dato che si ritiene importante che un ipotetico partner debba sapere per poter dare la propria adesione.
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È sempre consigliabile, all’interno di queste mail, inserire una deadline entro la quale si desidera avere una risposta, per poter procedere eventualmente con la ricerca di altri partner nel caso in cui quello che abbiamo contattato non abbia voglia o possibilità di prendere parte al progetto, o nel caso in cui non risponda proprio alla mail.
Nel caso in cui alcuni dei contatti trovati su Salto non dovessero rispondere – poiché può accadere che alcuni enti che in passato si erano registrati oggi non siano più attivi o che non ci sia stato un aggiornamento all’interno dell’associazione – si possono prospettare due vie.
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La prima è quella che prevede che almeno uno degli enti contattati abbia risposto in maniera positiva. In questo caso si potrà infatti chiedere direttamente a quello che ora sarà diventato il nostro futuro partner, se nel proprio network internazionale conosce degli enti o delle associazioni di altre nazioni che potrebbero essere interessate e questo progetto.
In quel caso si può procedere nel contattare loro, cosa che potrebbe favorire delle buone relazioni, in quanto si basa su delle conoscenze pregresse che possono essere coltivate ed ampliate. Una costruzione di un partenariato fatto su un network di associazioni che già si conoscono ed hanno degli scopi comuni è un fattore che la Commissione Europea favorisce molto ed è un punto di forza che dovrebbe essere sottolineato nella stesura pratica del progetto.
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Se invece, nel peggiore dei casi, non si riceve la risposta da nessuno e non si ha nel proprio background una conoscenza di persone a cui potersi rivolgere, si può procedere in un modo che a molti sembrerà banale, ma che non sempre in questi ambiti viene considerato: utilizzando Facebook.
Utilizzando infatti delle parole chiave legate alla progettazione e alle opportunità di scambio fornite dalla comunità europea, si possono trovare molti gruppi, sia pubblici che non, ai quali si può richiedere di entrare e dentro i quali trovare molte realtà associative ed enti esteri.
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Qui si potrà procedere in due modi: o cercando all’interno del gruppo fra i partecipanti uno ad uno quelli che più ci sembrano rispondere al nostro profilo, oppure pubblicando un post in cui si scrive che si è alla ricerca di un partner che possa rispondere al profilo che voi cercate. Da lì non dovrebbe essere difficile trovare qualcuno che abbia il desiderio di far parte del vostro progetto.
Dopo aver trovato un numero minimo di partner, che può variare di bando in bando, ma nella maggior parte dei casi sono almeno 4, si può iniziare ad intrattenere con loro una corrispondenza via email. È sempre bene comunicare tramite mail poiché conferisce la giusta ufficialità alla conversazione. La lingua ufficiale nella quale si deve comunicare è l’inglese, poiché, per qualunque imprevisto o incomprensione, la lingua a cui fa riferimento la Commissione Europea è quella.
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Nella parte della stesura del progetto i rapporti da intrattenere con i partner possono essere anche pochi. La cosa importante da fare è quella di farsi consegnare un partner agreement firmato, ovvero un documento che attesti che loro hanno deciso di essere partner del vostro progetto e che accettano le condizioni che voi nell’agreement indicherete, sempre ovviamente facendo fede a quelle che sono le regole della Commissione Europea in merito ai bandi.
Sarà importante poi, dopo l’approvazione del progetto, portare avanti le relazioni con i partner in maniera puntuale, seguendo delle deadline da far loro rispettare, cercando sempre di mantenere un rapporto che promuova la cooperazione internazionale e lo sviluppo delle comunità nel rispetto dei valori europei.
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